Se Dafni è
stato il primo pastore, il primo caseificatore sarebbe stato, secondo la
leggenda, Aristeo, figlio del dio del sole Apollo e della ninfa Cirene. Egli
comprese che la peculiarità fondamentale del nuovo alimento stava in una lunga
conservazione, grazie alla quale si poteva ovviare ai lunghi periodi di
carestia.
Nella
società classica, il formaggio veniva adoperato non solo per i pasti
quotidiani, ma anche nei banchetti, ovunque ci fossero ospiti di riguardo,
nelle cerimonie popolari e nei sacrifici
agli dei.
Per quel che
riguarda il bacino del Mediterraneo, la Sicilia ha probabilmente il primato come
area con il maggior numero di varietà di olivo. In questo senso, sono rinomati
in tutto il mondo come prodotti tipici siciliani di alta qualità, gli olii
siciliani. La varietà più diffusa sul territorio è la Biancolilla, che trova il
suo fulcro vitale nella provincia agrigentina: parte integrante dei prodotti tipici siciliani, è caratterizzata da un elevato tasso di produttività, anche
se molto altalenante, e dal sapore amaro, fruttato e leggermente piccante.
Coltivata in
particolar modo nel comune di Sciacca, nell’area occidentale della provincia
trapanese, e in pochi comuni del Palermitano e dell’Agrigentino, è la
Cerasuola, di alta produttività e con un basso tasso di alternanza: il profilo
dell’olio risulta amaro,fruttato, di un piccante medio-intenso, con note di
mandorla e foglie di pomodoro.
Consistentemente
presente nel Trapanese, e sporadicamente nelle province di Caltanissetta,
Agrigento e Palermo, la Nocellara del Belice è adoperata principalmente nella produzione di
olive da mensa, ma anche olio, il quale si presenta con un fruttato
medio-intenso, amaro e piccante medio-intenso, con note di carciofo, di
pomodoro e, talvolta, di mandorla.
Sparpagliata soprattutto nelle zone Catanesi
e Messinesi del territorio etneo, la Nocellara dell’Etna è contraddistinta
dall’ elevata produttività e alternanza. E’ generalmente impiegata per produrre
olive da mensa e un olio dal fruttato medio-intenso, amaro e, spesso,
abbondantemente piccante, con sensazioni di carciofo e , a volte, di mandorla
ed erbe.
La Tonda Iblea si riscontra invece nella alta
pianura iblea (Siracusa, Ragusa e parte di Catania) e, in misura minore, nella
provincia di Caltanissetta. Generalmente si distingue per il sapore, spesso
intenso, di pomodoro, paragonabile all’erba, al frutto verde o maturo. A volte
è caratterizzato da un sottile retrogusto di carciofo.
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